Ultimo Aggiornamento: 20 Novembre 2020

Social network: dati, aspetti sociali e di vita quotidiana; risvolti psicologici e legali

Rischi di internet e dei social network per i più giovani

Questa è la trascrizione del mio intervento al “convegno sull’utilizzo dei social media, dati, ripercussioni sulla vita quotidiana, aspetti medico psicologici, aspetti sociali e aspetti legali”, organizzato dall’ Associazione Ali Di Vita per sensibilizzare un utilizzo consapevole dei social media del mondo adulto, così da poter accompagnare i più giovani (bambini e ragazzi) nel mondo del web.

Per chi non mi conosce, mi chiamo Simone Longato, mi occupo di comunicazione dal 2003, progettando siti internet e sviluppando la strategie di comunicazione e branding nel mondo online e offline di aziende e professionisti.

Nel 2019 ho aperto l’ agenzia di comunicazione MAGNET.

Se hai domande, vuoi apportare delle aggiunte, consigli, delle modifiche, mi puoi contattare tramite social, email o in alternativa puoi lasciarmi un commento alla fine dell’approfondimento. Ogni tuo feedback aiuta la collettività a trattare questo argomento e a crescere insieme.

Spero possa esserti d’aiuto questa serie di dati e di informazioni, per saper utilizzare più consapevolmente il web e aiutare i giovani nell’utilizzo di questo potente strumento.

Convegno sull’utilizzo dei social padova - locandina

Convegno sull’utilizzo dei social, dati, opportunità, aspetti sociali, psicologici e legali

Speaker

  • D.ssa Giovanna Rossi, Sindaco
  • Loredana Borgato, Presidente Ali di Vita Odv
  • Prof. Filiberto Tartaglia, sociologo, semiologo, scrittore
  • Simone Longato, Digital Specialist
  • D.ssa Michela Pepe, Psicologa Psicoterapeuta

In breve cosa troverai:

  1. È stata realizzata prima una diapositiva: chi frequenta il web, che cosa guarda e quali sono le abitudini delle persone online;
  2. In un secondo step vedremo le insidie di internet e dei consigli utili per utilizzare consapevolmente il web.

convegno Rischi di internet e dei social network per i più giovani

Le slide esposte:

L’audience digitale totale in Italia

Genitori e social network; ragazzi e social media

italiani connessi online al web

(Slide 2) I Dati sono aggiornati ad agosto 2019 (quando sono state presentate le slide era il 26 ottobre 2019) i dati sono in differita di qualche mese perché è necessario elaborare i dati immagazzinati (i famosi big data) per poter poi avere questa panoramica.

I dati fanno riferimento al territorio italiano.

In Italia la popolazione online è di 40,7 milioni di utenti unici; con un complessivo monte ore individuale di 111,34 ore mensili (poco più di 4 ore e mezza al giorno).

La popolazione digitale connessa mensilmente da smartphone e l’80% (cioè 35,9 milioni di persone).

Questo perché la maggior parte di noi ha uno smartphone, c’è chi ne ha anche più di uno.

Lo smartphone è sempre con noi; molto spesso ci fa anche compagnia, altre volte ne viene abusato l’utilizzo; basta pensare a tutte le volte che prendiamo in mano il telefonino:

  • quando siamo in attesa di qualcosa o qualcuno
  • quando siamo in fila
  • quando siamo a tavola
  • quando siamo fuori con gli amici
  • durante uno spot pubblicitario o durante un film
  • molti altri esempi

quindi è talmente radicato in noi l’utilizzo, che il tempo speso può solamente crescere.

La media giornaliera di navigatori digitali è di 32,1 milioni di persone, così suddivisi in vari device e per età:

  • 8,1 milioni si sono collegati da computer, dai 2 anni in su;
  • 4 milioni da tablet, dai 18 anni in su;
  • 29,1 milioni i maggiorenni online (il 65,4% della popolazione) per un totale di 4 ore e 28 minuti mensili.

La popolazione online in un giorno medio suddivisa per device ed età

popolazione per giorno medio connessa al web, suddivisa per device ed età

(Slide 3) Nel giorno medio il 65,4 % della popolazione maggiorenne è online da smartphone; non vi è una grande differenza di accessi tra uomini e donne.

Il segmento più coinvolto è la fascia d’età dai 25 ai 34 anni, con un 75,5% (circa 5,1 milioni di persone) da smartphone.

Poi troviamo la fascia d’età tra i 45-54 anni con 7,1 milioni di persone (quota 71,5%) da smartphone online nel giorno medio con 73,7% connessa da smartphone.

Interessante notare come le fasce d’età dai 55 a oltre i 64 anni abbiano avuto un grosso incremento negli ultimi anni:

4,9 milioni (59,3%) della popolazione di questa fascia di età si è connesso a internet da smartphone.

Il 39,9 % degli over 64 (cioè 2,7 milioni) ha navigato da smartphone.

Il tempo trascorso online dalla popolazione italiana

Il tempo trascorso online dalla popolazione italiana pc tablet e smartphone

(Slide 4) Vengono confermati i precedenti dati:

per la maggior parte gli accessi al web provengono da mobile, non c’è differenza per sesso e la fascia d’età che vi trascorre maggior tempo online è quella dei 18-24 anni con 5 ore e 16 minuti.

La provenienza geografica degli utenti online

La provenienza geografica degli utenti online

(Slide 5) Non abbiamo significative differenze di accesso.

In ogni area del nostro Paese in un giorno medio più delle metà delle persone si connette online:

  • 56,7% al nord ovest
  • 52,3% al nord est
  • 53,2% al centro
  • 52,1% sud Italia e isole

Cosa visitano le persone online in Italia? (che siti frequentano e perché)

che siti frequenta chi naviga online

(Slide 6) Interessante notare come la popolazione passa il suo tempo online:

la maggior parte del tempo interroghiamo i motori di ricerca, attivando tre tipologie di ricerca:

  • ricerche informazionali, cioè cerchiamo informazioni; esempio: quanto è importante la buona educazione? :)
  • ricerche transazionali: cerchiamo qualcosa per acquistarlo
  • l’ultima tipologia, qui entriamo un po’ nello tecnico, ma abbiamo la query (termine tecnico per chiamare la “ricerca nei motori di ricerca”) navigazionale: è come scrivere “sito simonelongato” o “sito alidivita”, praticamente senza cercare il dominio preciso (manca l’estensione .it .com o quello che è) ma scrivendo il nome del sito stesso.

36,2 milioni di persone passano il loro tempo nei social network per circa 23 ore e mezza al mese.

È difficilissimo affermare di non avere neanche un account social, in quanto anche piattaforme con WhatsApp sono considerati ambienti sociali.

Molto spesso abbiamo dei profili social senza nemmeno saperlo, come è successo con gli account di Google Plus (ora chiuso), che venivano attivati in automatico insieme all’apertura di una casella email su Gmail (servizio di posta elettronica di Google).

I principali e più famosi social network sono: Facebook, Youtube, Instagram, Twitter, Linkedin. Poi ci sono molti altri social media minori, come: Twich, Tik Tok, Pinterest, Tumblr e potremmo veramente citarne tantissimi.

Di interessante per la nostra ricerca passiamo direttamente al 4° punto con i video e film: 35,9 milioni di utenti, che corrispondono all’88,2% del totale degli utenti online al mese.

La piattaforma di video più conosciuta è senza ombra di dubbio Youtube, dove noi possiamo studiare, vedere film, ascoltare musica e utilizzarla come playlist, ecc.

Inoltre in un mese 24 milioni di persone per un totale di 26 ore e 22 minuti al mese (cioè più di un giorno!) utilizzano piattaforme di messaggistica istantanea (instant messagging), tra le più famose possiamo citare WhatsApp, Messenger, Telegram.

E infine abbiamo 31,9 milioni di persone che passano 9 ore al mese a leggere e scrivere email. (Può essere utile l’articolo “Come gestire le email nel luogo di lavoro“)

Fonte Audiweb

In quanti utilizzano Facebook in Italia

dati Facebook in Italia

(Slide 7) Questa analisi è datata luglio 2018 ed è ad opera di Vincenzo Cosenza.

25 milioni di utenti nel giorno medio connessi al social network di Mark Zuckerberg; di questi 24 milioni accedono da smartphone.

Se guardiamo chi ci entra almeno una volta al mese troviamo 31 milioni al mese di utenti attivi e di questi 29 milioni da mobile.

Qui vediamo una fascia d’età nuova i 13-18enni sono il 4% degli utenti su Facebook

In quanti utilizzano Instagram in Italia?

dati Instagram Italia

(Slide 8) Dati aggiornati ad agosto 2018.

Uomini e donne utilizzano in egual misura la piattaforma di Instagram. Circa il 59% ha una età compresa tra i 13 e 35 anni.

Viene utilizzato molto di più dai giovani dai 19 ai 24 anni.

In questo ambiente sociale i minorenni di età compresa tra i 13 e 18 anni sono il 9,5%.

Fonte: Vincenzo Cosenza

quante persone sono iscritte a Facebook in Italia

(Slide 9) Quanti profili sono attivi in Italia su Facebook? (e come sono suddivisi per genere e per età?)

Analisi che risale a gennaio 2018

Qui possiamo notare un nuovo dato: nel 2018 i minorenni, tra i 13 e 17 anni erano lo 0,5%.

Poche righe più in alto abbiamo visto che ad agosto 2018 la percentuale è passata al 4%. Quindi sembrerebbe un trend in crescita.

Cosa vuol dire 0,5% in termine di numeri concreti? 1 milione e 100 mila ragazzi.

Fonte Hootsuite

Quanti bambini e ragazzi  utilizzano internet?

Quanti bambini e ragazzi  utilizzano internet?

(Slide 10) I bambini tra i 2 e i 10 anni che usano il web in un giorno medio sono il 2,2% del totale; mentre la percentuale cresce ad un 7,5%  nella fascia d’età tra i 10 e 17 anni.

Per avere una idea di cosa succede in Europa, vicino all’Italia, cito questo dato:

Indagine campione del 2016, condotta dalla BBC in UK, su 1200 minorenni intervistati il 96% dei ragazzi tra i 13 e 18 anni diceva di essere iscritto ai social network (compresi i servizi di messaggistica).

La percentuale sale al 78% sotto i 13 anni.  Fonte BBC 

L’età minima di iscrizione per i social network in Italia: 13-16 anni

Fonte La Stampa

Cosa può succedere online? Rischi dei social network.

Sicurezza in rete ed uso consapevole dei social network

(Slide 11)

rischi dei social network dal phishing al cyberbullismo

Fonte Cybersecurity

Sul web tutto è misurabile (anche a questo è dovuto il suo forte successo),  quindi ogni nostra azione nel web è misurabile (se vi sono gli strumenti di analitica implementati nelle app e nei siti che visitiamo).

Cosa significa che è tutto misurabile?

Se noi scarichiamo un app, questo dato è misurabile. Se noi scarichiamo un PDF, questo dato è possibile monitorarlo, se navighiamo su un sito web, veniamo tracciati come visitatori e così via. Ovviamente ci sono le regole della privacy che impongono la visualizzazione di questi dati in modalità aggregata, quindi non è possibile sapere chi è stato a scaricare quel PDF, ma in forma aggregata si è a conoscenza di quanti hanno utilizzato quella app, cliccato su quel bottone ecc.

(Attenzione a quando si accettano determinate condizioni o determinati cookie nei siti/app/ecc, è possibile risalire a quale utente ha compiuto quella azione. Leggete sempre bene prima le condizioni di utilizzo e di vendita).

Ad esempio, quando una app ci chiede di condividere la rubrica è perché ha necessità di utilizzare le informazioni che trova al suo interno per funzionare, per venderci qualcosa, o per avere informazioni dalle quali poi ci consiglia amici o probabili connessioni per aumentare il nostro networking nelle piattaforme sociali (ad esempio).
Questo non vuol dire che una persona vede i nostri contatti, ma l’algoritmo prende questi dati e li utilizza in modo autonomo per fare ciò per il quale è stato creato.

Tutti questi dati (i dati che noi lasciamo nel web, e i dati che condividiamo con app e siti di terzi, tipo “fai il login con Google / Facebook”) si chiamano Big Data, l’oro del 21° secolo.

Perché esiste tutto ciò: per il semplice fatto che quando noi utilizziamo qualcosa di gratuito, il prodotto siamo noi.

Spiegato con un esempio pratico: quando noi utilizziamo qualcosa di gratuito, come ad esempio un social media, non è pensabile che tutta l’infrastruttura, il personale che ci lavora, i tecnici che sistemano le falle, ecc compiano opere di volontariato. Quindi i dati che noi lasciamo vengono utilizzati per poi vendere le inserzioni pubblicitarie. Esattamente come in TV (ma con più dati), esattamente come negli altri media.

Nulla di nuovo all’orizzonte, è cambiato solamente lo strumento.

Se stai pensando al complotto internazionale ti fermo e ti chiedo: un social media, tipo Facebook a pagamento, lo avresti mai utilizzato?

I social media non sono il male, vanno solo capiti, e c’è scritto tutto nelle condizioni d’uso.

Tutto questo cappello introduttivo è per arrivare a cosa può succedere online.

Essendoci tutti questi dati, informazioni, foto, profili ecc, può capitare:

Il furto d’identità, tramite modalità illecita rubo le credenziali d’accesso ad una persona e utilizzo il suo account, fingendomi lei/lui.

Il furto d’identità è possibile realizzarlo anche creando un profilo da zero, con i dati anagrafici della persona e utilizzando le sue foto accessibili nel web.

La diffusione illecita di immagini, utilizzate soprattutto nel revenge porn, cioè quando in una relazione ormai terminata tra due ex partner, uno dei due compie una sorta di vile vendetta e diffonde immagini personali senza il consenso dell’altra persona. La diffusione avviene soprattutto in canali privati, quindi in chat, forum chiusi, app di messaggistica. Difficilmente vengono divulgate liberamente nei social media perché è più facile avere ripercussioni legali ed essere denunciati.

Il cyberbullismo e l’hate speech (incitamento all’odio) sono altri due fenomeni presenti online e denotano una distorsione di utilizzo del web.

Il cyberbullismo è il bullismo online e può avere tantissime forme, la più classica è quando tante persone si accaniscono contro una.

L’hate speech, per fare un esempio, lo vediamo molto nella politica: consiste nell’ incitare le persone contro qualcosa o qualcuno, questo “fenomeno” viene utilizzato molto online perché fa innescare nelle persone dei meccanismi tali da aumentare la visibilità del politico stesso.

Spiegato con un esempio concreto: quando commenti, fai “like” su una foto, aumenti la viralità di quel contenuto, se è un contenuto classificato come “hate speech” stai facendo del male al web.

Come possiamo proteggere i minori nel web (e adulti)?

Promuoviamo l’uso sicuro del web

consigli rendere sicuro il web e i social network ai più piccoli

(slide 12)

Cosa possiamo fare noi per rendere più sicura la nostra presenza nel web, e come possiamo aiutare i più giovani.

Aiutiamo i più giovani (ma spesso anche gli adulti) ad utilizzare lo strumento dando il buon esempio e spiegando loro l’utilizzo e le modalità.

“Filtri” di protezione per navigare online

Internet in casa lo utilizzano anche i più piccoli? Possiamo attivare il “parental control”.

Cosa è il parental control: questo filtro famiglia può essere attivato ormai su qualsiasi dispositivo (PC, TV, Smartphone) e anche su molti sistemi operativi, come Windows, Apple e Linux; e anche nei motori di ricerca (come Google e Bing) e nei browser (il programma che utilizzi per andare online, tipo Google Chrome e Firefox). Attivando questa estensione saranno i sistemi in automatico a dare una sorta di filtro a quello che noi possiamo vedere in quel determinato schermo, motore di ricerca o applicazione.

Quindi attivate questa opzione nel vostro smartphone android, nel vostro browser ecc.

Non pubblicare foto altrui senza il consenso esplicito della persona.

Dovrebbe essere una pratica scontata, ma non lo è.

Quando noi condividiamo qualcosa online dobbiamo sempre pensare che possiamo ledere la privacy di qualcuno. Noti sono anche alcuni casi di locali che senza chiedere il consenso esplicito ai suoi avventori si sono trovati a dover assumere un avvocato per difendersi in tribunale.

Nel nostro piccolo tutti dovremmo porci questa domanda prima di caricare foto con altre persone.

Non pubblicare foto di minori.

Qui si entra su un terreno impervio, ma la sostanza è di riuscire a preservare la privacy del minore in quanto è lui che dovrebbe scegliere se stare o meno in questi ambienti virtuali.

Può sembrare eccessivo, ma quando carichiamo una foto nei social network, l’algoritmo riconosce i lineamenti e così può capire chi sei da altre foto.

Non pubblicare date personali, numeri di telefono e indirizzi.

Modificare spesso le password. Lo stesso GDPR consiglia di utilizzare password forti e di modificarle spesso nelle nostre email, nei profili social ecc; questo per fare in modo di rendere più complicato a malintenzionati l’accesso al nostro account.

Impostare la privacy nei social network in modalità “restrittiva”.

Se voi andate nelle impostazioni dei social network c’è una voce riferita alla privacy e alla visibilità che vogliamo dare ai nostri contenuti. Se non sapete quello che state facendo rendete il vostro profilo blindato e flaggate (selezionate) tutte le voci della privacy, così da rendere i contenuti non visibili a estranei.

È possibile condividere i post solo con i propri amici, o con una cerchia di amici.

Attenzione alle rete wi-fi pubbliche.

Anche questo è un argomento vastissimo, spiegato in poche righe: utilizzando reti pubbliche, non crittografate è possibile spiare il vostro device, rubare accessi di vostri account privati, ecc.

Non salvare mai gli accessi da device condivisi.

Se andate in un internet point, non salvate mai la password nel pc. Se utilizzate un PC prestato 5 minuti per accedere al vostro home banking, aprite una finestra anonima nel browser e accertati che poi non sia stato salvato nessun dato. Ne va del vostro conto in banca :-)

Non utilizzare internet come un baby sitter e affiancare i più giovani all’utilizzo di internet.

Una statistica portata dal Movimento Etico Digitale dove emerge un preoccupante dato: il 92% dei ragazzi intervistati, cioè 9 su 10, utilizzano internet da soli o con amici (ma nessun adulto. [Fonte]

Solo un timido 8% naviga con una presenza adulta.

Risulta quindi importante non lasciare i giovani da soli nell’utilizzo di questi strumenti, ma affiancarli; sempre secondo la statistica citata prima il 62% dei ragazzi ha imparato ad usare internet da solo.

Un esempio che calza a pennello è: lascereste mai vostro figlio minorenne in una città sconosciuta con le chiavi dell’auto?

La risposta è sicuramente “no”, perché sarebbe da incoscienti, quindi lasciare da solo il giovane nei primi passi nel web lo è altrettanto.

Attenzione a cosa condividete voi stessi: Uso sbagliato dei social network

Nei social network, purtroppo, girano spesso fake news, questo non per ignoranza, ma perché sono notizie che spesso colpiscono solo dal titolo e fanno scattare l’indignazione e la condivisione.

Fermiamoci 5 minuti e assicuriamoci che non sia una fake news, controlliamo le fonti, controlliamo che qualche organo ufficiale non abbia già smentito.

Un esempio: questo video è falso, è un deepfake ottenuto con un sistema basato sull’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico.

Ma non è molto chiaro guardando il video: questo è il classico esempio di fake news, perché non mette nella condizione di capire subito che si tratta di un filmato fake.

Diamo il buono esempio senza incitare l’odio in questi ambienti sociali, così da non influenzare i più giovani ad avere il medesimo comportamento.

I love the web

La conclusione è che “I love (<3) the Web”.

Il web è un luogo con grandi potenzialità, se sfruttato bene.

La soluzione è capire questi ambienti sociali, studiarli e affiancare i giovani; per tutti coloro che trovano difficoltà ad utilizzare certe tecnologie è bene seguire dei corsi e informarsi molto.

La sfida che ci riguarda è quella di aiutare i nostri ragazzi a distinguere ciò che è utile da quello che non lo è, e sviluppare una capacità critica indispensabile per utilizzare questi potenti strumenti.

Educazione ad un uso consapevole del web ha come valutazione:

Crea una forte immagine aziendale della tua attività, così da renderla più comunicativa e impattante per il tuo business

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